Finalità

Il primo suggerimento che voglio dare è quello di impostare il lavoro didattico CON e non solo PER gli studenti.

Ho cominciato a fare scuola sin dal primo anno di università, aiutando un gruppetto di studenti di prima geometri a fare i compiti. Le lezioni si tenevano di sera nell'abitazione di uno di essi (eravamo tutti lontani dalla famiglia per ragioni di studio). Al primo trimestre sono stati classificati tutti col voto 4 (quattro), al secondo, dopo il mio intervento, sono scesi a 3 (tre).
Eppure non erano così scadenti!

Postomi il problema, mi è sembrato di capire che, forse, i ragazzi affrontavano la prova scritta un po' in anticipo rispetto alla preparazione richiesta. Allora ho pensato di non limitarmi a fare eseguire soltanto i compiti di scuola tentando anche qualche anticipazione riguardante il programma da svolgere.

La strategia adottata si è rivelata vincente perché tutte le prove del terzo trimestre sono state affrontate con più grinta e sicurezza e i risultati finali sono stati positivi. Questo piccolo grande successo mi è stato molto utile perché dall'anno successivo diverse famiglie mi hanno affidato i loro figli per aiutarli nello studio della matematica.

E così arrivarono i primi guadagni che mi hanno permesso di comprare libri come Piccola storia della matematica di Colerus, Materia e antimateria di Ginestra Amaldi, I grandi matematici di Eric Bell.
L'abbonamento alla rivista Sapere della Casa Editrice Hoepli mi ha permesso di acquistare con lo sconto diversi libri tra cui il più importante è stato il Dizionario delle scienze pure e applicate in due volumi.

Per dare un'idea concreta di ciò che intendo dire, riporto uno stralcio di un mio articolo pubblicato su "Didattica delle scienze". [ARTICOLO]